speranza-amiafiglia

A Mia Figlia #00

Ti ho odiato.

Ti odio ancora.

Volevo una famiglia come tutti i figli del mondo e tu me l’hai negata.

Che dolore immenso tutti i giorni della mia vita.

Pensi abbia dimenticato?

Pensi davvero che oggi basti dirmi che vuoi parlarmi per cancellare la tristezza, lo sconforto, l’avermi fatto sentire in colpa per anni perché pensavo che tu e papà litigavate per colpa mia?

Dove sei stata tutto questo tempo?

Oddio mamma, perché devo ascoltare oggi?

Non te lo meriti.

Mi lasci questa lettera, così, come se la tua assenza durata milioni di attimi possa essere dimenticata.

TI ODIOOOOOOO

A Volte L’Uomo Inciampa Nella Verità, Ma Nella Maggior Parte Dei Casi Si Rialzerà E Continuerà Per La Sua Strada. (Piccolo Compendio Alle Noie Della Vita)

“Se qualcosa può andar male, lo farà”. Così declama la legge di Murphy e d’altronde, come dargli torto? Generalmente, lasciate a loro stesse, le cose tendono ad andare di male in peggio.
A quanti, seduti su di un comodo divano, non è successo, con una mossa sbagliata, di far scivolare il telecomando della tv per terra? Tranquilli, cadrà sempre in modo da produrre il maggior danno possibile. Di pari passo in macchina, la coppa dell’olio o la batteria quando decideranno di rompersi? Quando avremo una fretta irrimediabile! Come dire, tutte le cose vanno male contemporaneamente e si danneggiano in proporzione al loro valore.
E dopo il danno? La beffa! Dovremmo sentirci i soliti medici che hanno un rimedio per tutto, quei qualcuno che “l’avevano detto”, sempre pronti ad intasare la nostra coda, perché l’altra va sempre più veloce. Ed è inutile cambiarla, quella che si è appena lasciata diventerà immediatamente la più celere. Senza contare che più è urgente il motivo per cui si fa una fila, più lento sarà l’impiegato allo sportello. Perché se c’è una maniera di rimandare una decisione importante, la buona burocrazia, pubblica o privata, la troverà.
Tutto diventa un delirio e se le persone intorno a voi sorridono quando le cose vanno male, è perché non hanno capito il problema o peggio, hanno già trovato qualcuno (VOI!) a cui dare la colpa. Errare è umano, ma dar la colpa a un altro, ancora di più.
Siatene certi, se tutto vi sembra andare bene, sicuramente state sopravvalutando qualcosa.
Certe cose si percepiscono anche nella vita di tutti i giorni! Quando non guardi, segnano. Quando incontrerete l’unico autobus che viaggia, in direzione opposta alla vostra, lungo una strada deserta? Ovvio, sul ponticello. E durante lo shopping? Se  piace, non hanno la misura. Se piace e hanno la misura, non sta bene. Se piace, hanno la misura e sta bene, costa troppo.
Ma se è periodo di saldi, non importa quale fosse il prezzo originale, ma quanto forte è lo sconto applicato.
Quindi, non lasciatevi affliggere dalla quotidianità. Il vero problema risiede nelle bruciature. Prima di proseguire vi ricordo che il vetro rovente ha esattamente lo stesso aspetto del vetro freddo. Ma finché ti morde un lupo, pazienza. Quel che secca è quando, ad azzannarti, è una pecora.
Rimanete fermi ai vostri principi e ai vostri valori, senza dimenticare che se aiutate un amico nel bisogno, non si scorderà di voi la prossima volta. Riuscirete così a farvi un nuovo nemico che, a dispetto degli amici che vanno e vengono, si accumulerà ai vecchi.
E lasciate perdere gli stupidi, né perdete tempo a discutere con un idiota: la gente potrebbe non notare la differenza. Purtroppo la somma dell’intelligenza sulla Terra è costante ma la popolazione è in aumento.
A tal proposito, se il computer  non dovesse dar segni di vita, funzionerà meglio se inserite la spina.

Notturni

La città è umida. Le luci della tangenziale mi avvolgono nella loro nebbia gialla. Le mie dita suonano, come su di un pianoforte, i tasti dello stereo. Anche la radio mi rema contro.
A quest’ora avrei dovuto sentire i tuoi si lambire i miei lobi, accarezzare le tue mani aggrappate alle lenzuola, vedere i tuoi sguardi coperti da palpebre di piacere.

Ma i fari di un’auto mi riportano alla ragione. Tu sei lontana e chissà. Forse lo so? Forse lo sai?

La mia carrozza conosce la strada, a memoria mi riaccompagna a casa.

Un altro giorno è passato, ed è l’unica cosa che mi consola.

La Solitudine Di Un Bacio Rubato

“La bontà e la rinuncia regalano un’amicizia vera. Un’amicizia che non hai chiesto. Un’amicizia che si cerca sempre di evitare. Un’amicizia che si sveglia quando ti svegli. Un’amicizia che si addormenta quando ti addormenti. Un’amicizia con la quale vorresti litigare ogni giorno e non farci più pace. Un’amicizia che ti insegna a non cercare più occasioni con nessuno. Un’amicizia che non puoi sgridare perché è sorda e non capirebbe la vergogna e la paura che provi nell’averla sempre alle spalle, come un’ombra che ti segue senza lasciarti mai.
Un’amicizia che si chiama solitudine. Una solitudine troppo grande da oscurare anche i sogni più colorati. Una solitudine che sai di non meritare.
Una solitudine.
La solitudine.”

Le avrai sicuramente riconosciute. Le ho rubate al tuo “mondo”. Lo so, non avrei dovuto, ma sono così presuntuoso da pensare che adesso sono io il tuo amico nato dalla bontà e dalla rinuncia.

Sto rileggendo quel messaggio. Non so quante volte sia già successo. Come in un film, vedo e rivedo delle immagini che, solo delle dannate coincidenze, mi hanno privato di vivere.

Un bacio rubato, sottratto dalla fretta e, paradossalmente, dalla necessità di allontanarci.

Eppure per me sei lì, con l’affanno di una corsa al freddo, dietro i vetri che ci separano, a guardarmi con la disperazione di una rabbia muta che non può essere ascoltata. Posso immaginare la delusione nel tornare sui tuoi passi, illuminata da neon che rendono ancora più freddo il gelo nel tuo cuore, con la fronte aggrottata per non aver poggiato di nuovo le tue labbra alle mie.

Un freddo intenso, che si è sciolto con un gesto. Un piccolo – dolce -, immenso pensiero che mi ha regalato più di un sorriso e tante lacrime.

Non avevo il coraggio di aprirlo, ma il bisogno di un altro contatto con te è stato irrefrenabile.

Mi manchi come ti amo.

Lacrime

Ho perso il dono del pianto.

Forse ha ragione Byron: ”Chi ha da fare non ha tempo per le lacrime”.

In fondo, cosa ci vuole a piangere? Un bel nulla. Lasciarsi andare, farsi trasportare dagli avvenimenti, dalle emozioni e dare loro conforto. Non è difficile.

Ma perché dedicarle ad una persona? Le lacrime che non trovano conforto, sono inutili. Perché piangere, esprimendo gioia, dolore, rabbia, tensione, se nessuno è pronto a berle con te?

Così sono lì, con gli occhi gonfi, pronto a pregarmi di non cedere, tenendo tutto dentro, vivendo da solo, nel mio profondo intimo, tutte le mie emozioni.

Ma so, che quel giorno verrà. Troverò chi saprà capire cosa le sto donando. E non saprò più se piangere di dolore o di gioia.

Una Medusa Sul Divano.

Le persone si amano, non per come si può ma per come si vuole. Se i sentimenti sono sottoposti alla convenienza, possono rovinarsi per sempre. E’ meglio riporli in un cassetto e aspettare momenti più propizi. Così rimangono ben conservati, necessitano solo di una rapida spolverata. I miei, com’è logico, sono ancora lì, affiorati alla luce solo per un rapido cambio d’aria e per capire se certe cose, come se fossero un maglione, sono ancora di moda.
Credo che il mio silenzio sia stato l’unico grido di amore.