Incline Alla Fuga, Con Un Inesauribile Desiderio Di Caffè

Ho voglia di caffè. Mi serve per progettare la fuga. Da cosa? Non l’ho ancora capito, pur essendone pienamente consapevole. Porto a casa parole, sapori, percezioni. Ne ho già una scatola piena. Provo a fare posto negli angoli, mi serve dell’altro spazio. E’ una delle fregature del viaggiare, ti imbatti in nuove cose e non puoi resistere al desiderio di farle tue.

E poi c’è tutta quella gente che attraversa le stazioni, corre frenetica verso i binari, si accomoda al proprio posto, soddisfatta, legge i giornali per beffare il tempo dall’inutile attesa che la condurrà a destinazione.

Io sono lì, all’apparenza tranquilla, seduta al mio posto, eternamente combattuta tra il desiderio di rimanere nel luogo che ho appena lasciato e l’irrequietezza di una casa ancora troppo lontana.

Sono incline alla fuga, torturata da un inesauribile desiderio di caffè.

Tic Tac… È Iniziata La Guerra!!!

Oggetto di cronaca recente è la malsana idea di diffondere l’ora della Mecca come “tempo ufficiale” del nostro martoriato pianeta.

Il feticcio occidentale di Greenwich, secondo la Famiglia Reale Saudita, verrà sostituito da un orologione di 43 metri per 43, tempestato da 2 milioni di led e 21 mila luci che proietteranno, fino a 30 km di distanza, “Allah è Grande”.

Questa mega attrazione, costruita da quei palazzinari dei Bin Laden, è posta sul secondo edificio più alto della Terra e, sovrastando tutto il mondo arabo, guarderà dall’alto in basso il povero Big Ben che scomparirà all’ombra (o alla luce?) della nuova torre.

Lo Swatch formato famiglia (reale) è ubicato alla Mecca ma costruito su un centro commerciale. Di cosa stiamo parlando allora? Di sfarzo architettonico? Di un’idea politica o più semplicemente di un nuovo marchio per attirare nuovi turisti nella città araba?

Che motivo c’è di creare ulteriore contrapposizione tra due mondi che, al di la di ogni estremismo, non riescono a trovare motivo di unione se non nel reciproco odio?

Perché anche la dimensione temporale deve essere fonte di diseguaglianza? Come ci comporteremo quando un tizio per strada ci chiederà l’ora? Gli chiederemo prima la sua fede religiosa e, dopo aver fatto gli opportuni calcoli, gli risponderemo?

La crociata per egemonizzare il mondo è partita con questa opera e verrà scandita dalle sue lancette.

Non È Tempo, Non Per Me

Aveva il pancione, capite? Il pancione! Eppure il suo viso era quello di sempre, quello di 15 anni fa! Tutto il resto, però, tradiva il passaggio inesorabile del Signor Tempo.

Aveva tutta l’aria di chi sente i propri anni e di chi, incontrando all’improvviso un vecchio amico, cerca quasi di cancellarli con un colpo solo. Mi ha salutato da lontano e il suo sguardo non era più quello della ragazzina sensuale e sicura della sua giovane avvenenza ma era lo sguardo timido di chi pensa: “Oddio, e adesso come mi troverà? Invecchiata?” Era come se avesse voluto trasmettere qualcosa, come se avesse voluto dirmi che è ancora la stessa di tanti anni fa, pur sapendo che non lo è affatto!

E a quel punto il dubbio è venuto anche a me! Mi sono guardato con preoccupazione: prima una gamba, poi un piede, poi le mani, i capelli. Cercavo segni del passaggio del Signor Tempo.

Poi mi sono accorto che cercavo nel posto sbagliato. Dovevo cercare dentro di me. E in fretta e furia mi sono interrogato con nervosismo: quanto mi sento vecchio? Chi sono ora? Cosa sto facendo? Ero steso al sole, avevo appena corso i miei 10 km quotidiani, e sprezzante delle responsabilità che, invano, cercano di richiamarmi al dovere, ero corso al mare in cerca di riposo, nonostante fossi più che riposato.

E allora un sorriso mi ha tranquillizzato e mi sono sentito subito meglio perchè la percezione di me stesso è stata la stessa di 15 anni fa. Perchè mi sono accorto che il tempo è passato, ha cercato Lei e tanti altri e li ha trovati tutti. Ma non ha trovato me. Perchè ero scappato ancora, portando con me la sana irresponsabilità di un ventenne.

Sei passato eh Signor Tempo? Sei passato e non mi hai trovato! Per Te non ci sono, non ancora!