Mi Ha Turbata Un Topo Torbido, Direi Torbato

Ieri sera ho conosciuto un topo. Ho letto da qualche parte che è nato in un fienile, in un luogo chiamato Dollarfield. Non è che i topi mi piacciano particolarmente, ma questo mi è stato presentato da un nano, l’ottavo, per essere precisi.
Fare la conoscenza di un topo può essere un’esperienza mistica, soprattutto se il topo in questione si chiama Harviestoun Old Engine Oil e nasconde in sé gli odori ed i sapori di una birra mai bevuta prima. Non sempre le cose sono così come sembrano. All’inizio possono lasciarti un po’ interdetto, per poi stupirti con un semplice particolare. Tra me e il topo è stato proprio così.
Il colore era quello giusto, scuro come la pece, ma a fregarmi è stato l’odore… Prima di ieri sera non mi era mai capitato di annusare una birra e restare colpita da un insolito profumo di oliva. Il nano mi ha detto che quello non era il profumo giusto. Ci sono rimasta un po’ male, ma solo un attimo, giusto il tempo di lasciare che le mie papille gustative fossero travolte da una miscellanea di sapori insoliti per una birra, ma allo stesso tempo per me così familiari. Sono partita da un lieve accenno di cacao per poi passare ad un evidente sapore di liquirizia, fino ad un retrogusto deliziosamente amaro. Non posso negarlo, il topo mi ha stupita. Il colpo di grazia però, me lo ha dato un suo cugino non troppo lontano, Ola Dubh. Un topo speciale, dal sapore torbato. Ci sono parole che riescono a racchiudere perfettamente in sé la consistenza di una percezione, e sarebbe sciocco da parte mia provare a spiegare un sapore che mi ha estasiato rischiando di non riuscire a trasmetterne la vera essenza.
Fate come me, affidatevi. Ad Atripalda c’è un nano, andate a trovarlo e chiedetegli se vi presenta un topo.