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#iononcisto Al Decreto Salva Stalker

Non si fa altro che catturare consensi fingendo di voler difendere i più deboli, i minori, le donne.

Ci si riempe la bocca di sdegno, indignazione verso le decine, centinaia di femminicidi.

La TV ci bombarda di racconti di donne stuprate, violate, violentate, perseguitate e sembra farlo ormai solo per fare audience.

Ieri, 29 luglio 2013, il Senato della Repubblica italiano vota il Decreto Legge svuota Carceri e, chissà come, chissà per quale distrazione,  salva anche gli stalker.

Il Decreto prevede che la custodia cautelare vada applicata ai reati la cui pena prevista è superiore a 5 anni e, guarda caso, per il reato di persecuzione, per gli stalker, la pena va da 6 mesi a 4 anni.

Ma guarda un poco ….

Se è colpa del caldo, cari miei, rinfrescatevi le idee perché noi non ci stiamo a farci ammazzare e per giunta a farci prendere più in giro.

#IONONCISTO

La Responsabilità Della Conoscenza

Premessa: ogni fatto umano può essere analizzato a partire da infiniti punti di vista.
Corollario: ogni punto di vista è inevitabilmente parziale.

La libertà di accesso alla conoscenza è ciò che consente ad un gruppo sociale di operare quelle scelte che lo porteranno a definire una “morale” socialmente condivisa. La possibilità di partecipare collettivamente alla costruzione dell’identità del proprio gruppo è presente in misura diversa in quasi tutte le culture, ma in nessuna si manifesta con la forza tipica di quella occidentale.
Questa caratteristica, questa possibilità di accesso al sapere, all’informazione e all’arte, porta con sé un’implicazione molto seria: la possibilità di emettere un giudizio sull’aderenza o la discrepanza fra ciò che la “morale” occidentale stabilisce ed i reali comportamenti che collettivamente vengono utilizzati nella prassi.

L’Occidente si trova in una posizione privilegiata ma di grande responsabilità: ciò che scegli può essere giusto o sbagliato.

Le mutilazioni genitali femminili (MGF) sono praticate in una trentina di Paesi africani e in alcuni del Medio Oriente e si stima che ogni anno circa 2 milioni di bambine e giovani donne corrono il rischio di subire questo tipo di mutilazioni. La pratica che noi occidentali conosciamo di più è quella dell’infibulazione: clitoride e piccole labbra vengono mutilate mentre le grandi labbra vengono cucite fra loro. Viene lasciato solo un piccolo orifizio per la minzione e la fuoriuscita del sangue mestruale.

L’infibulazione ha due funzioni: è un rito di passaggio dall’infanzia all’età adulta fondamentale per l’inserimento della giovane donna nel tessuto sociale del suo gruppo di appartenenza, e serve a garantire alla famiglia dello sposo l’assoluta integrità della sposa. Questo si traduce in ricchezza economica per la famiglia della giovane donna poiché “la purezza” deve essere pagata dalla famiglia dello sposo.

Tutto questo è terribile e ripugnante.

Le PFM-1 sono la copia sovietica delle americane BLU-43/B.
Tecnicamente si tratta di ordigni antiuomo. Mine.
In Afghanistan sono conosciute come “pappagalli verdi” e hanno fatto tantissime vittime.
Gino Strada dice che in più di dieci anni di servizio in zone di guerra non ha mai curato una vittima di PMF-1 che non fosse un bambino. I bambini le trovano, ci giocano (non si attivano che dopo una prolungata manipolazione), le portano ai loro amici, se la passano di mano in mano. Poi esplodono.
Non ammazzano ma producono mutilazioni gravi. Spesso rendono ciechi.
Anche la PMF-1, come l’infibulazione, ha due funzioni: terrorizzare le popolazioni colpendo la fascia d’età più debole e ridurre il numero potenziale dei futuri combattenti nemici.

Tutto questo è terribile e ripugnante.
Come l’infibulazione.

Solo che “noi” abbiamo delle responsabilità maggiori.
L’infibulazione ci atterrisce perché la violenza subita da tutte queste donne è perpetrata in modo diretto e brutale proprio dal loro stesso gruppo di appartenenza. Non riusciamo a concepire una simile pratica nella nostra cultura e pensiamo che le culture che praticano le MGF siano retrograde ed incivili.
Eppure mi domando: cosa c’è di civile nel produrre ordigni che spappolano le mani di un bambino di otto anni? Cosa c’è di morale nel fare soldi storpiando delle giovani vite?
Sono domande serie, non retorica.

La mia premessa era che la libertà di accesso alle informazioni, alla cultura e all’arte ti garantiscono la possibilità di scegliere fra bene e male, fra ciò che è lecito e ciò che non lo è. Se i Paesi dove l’infibulazione viene praticata avessero avuto uno sviluppo economico libero come il nostro probabilmente oggi le cose sarebbero diverse.
Noi bruciavamo le “streghe” sui roghi poi ci siamo – per così dire – “evoluti”.

Ne abbiamo avuto la possibilità.

La conoscenza è un bene prezioso legato a doppio filo al benessere economico del posto in cui vivi. Se la tua priorità è trovare da mangiare, difficilmente ti preoccuperai di leggere un libro. L’Occidente non può rifugiarsi dietro “antichi retaggi culturali” per giustificare le proprie azioni: siamo responsabili delle scelte che facciamo in misura direttamente proporzionale al benessere di cui godiamo.
Il mondo è un posto pieno di cose storte che possono essere cambiate.

A partire dalle nostre incoerenze e ipocrisie.